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Luci basse, atmosfera ovattata. A scaldare un'aria arrotata dal fumo, la tigre di Cremona.
Puntavamo le pistole dai cavalli a dondolo.
E' una sera come un'altra. Il centro affollato di impiegati confusi nel loro concitato rientro. Cravatta stretta su colletti apprettati di tintoria. Il cappio dei dipendenti da cartellino. Quella pletora di masochisti incompiuti, soggetti all'iterata schiavitù del 9/18.
Non lì. Non all'interno di un locale che potrebbe essere qualunque luogo e che invece si trasforma nel set di un luogo unico al mondo. Almeno per quella sera. Almeno per due persone.
Sono ladri. Rubano coriandoli di felicità al corso della vita. Quella vera. Cristallizzata in una cornice di consuetudini, di bambini da accompagnare a...
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