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// Sex and the forty.

21/05/2012 da L. Picchio in Forty Time

Sex and the forty.

Intervista a Marco Rossi

C’è stato un momento nella mia vita a partire dal quale ogni volta che accendevo la televisione e mi ritrovavo davanti il sessuologo Marco Rossi che con sorriso rassicurante e voce calda e pacata elargiva rivelazioni sulle gioie del sesso, ho pensato che, se mai l’avessi incontrato, con uno come lui avrei finalmente trovato la pace (… si fa per dire) dei sensi.
Ve lo dico subito, non l’ho incontrato, o almeno non in quel senso, ma il destino è stato magnanimo e me lo ha fatto intervistare.
E così, un po’ come quando scrivi alla posta del cuore e gli dici che hai un’amica che ha una complicata relazione clandestina e chiedi consigli per lei, io l’ho intervistato per voi , per illuminarvi sulle meraviglie del sesso dai quaranta.
E giusto per confondere le acque, parto con una domanda che, se mai mi presentassi   nel suo studio,  potrebbe rivolgere lui a me:

Che cosa succede alla vita sessuale di una donna dopo i quaranta?

Direi che cambia sostanzialmente, e che dopo i quaranta c’è una maggiore tranquillità erotica.

Tranquillità?? ( E io che mi aspettavo i fuochi d’artificio)

Sì, tranquillità. Nel senso che dopo i quaranta si raggiunge, o quanto meno si dovrebbe raggiungere, un momento di relativa stabilità negli equilibri della quotidianità, da cui la vita sessuale guadagna in tranquillità: le donne che hanno avuto figli, hanno orami superato le emergenze legate all’accudimento  e all’educazione dei pargoli  e possono tornare a dedicarsi con più serenità al partner. Anche dal punto di vista lavorativo e dell’investimento di energie nella realizzazione professionale, di solito dopo i quaranta gli obiettivi che dovevano essere raggiunti  o lo sono o è tardi per continuare a rincorrerli ,e generalmente  ci si assesta su una situazione di maggiore tranquillità e disponibilità di tempo da dedicare al proprio compagno. Questo ovviamente all’interno di una coppia stabile.
Di tutt’altro segno si profila la vita sessuale delle singles  o delle donne in carriera, dai quaranta. Per loro alla parola tranquillità si sostituisce l’agitazione  determinata dell’incalzare dell’orologio biologico in scadenza.  Per donne che non hanno ancora un figlio, un lavoro che le appaghi o una relazione stabile, è il momento di stringere: o dentro o fuori. La pressione del tempo che incalza è molto forte e porta spesso a fare scelte poco oculate: figli messi al mondo con l’uomo sbagliato o scelta del primo che capita come compagno di vita.

Vista la situazione, qual’ è la domanda o la richiesta d’aiuto più ricorrente da parte delle over forty?

Le over forty arrivano da me  quasi sempre per due ordini di problemi: o sono stufe del loro compagno, o, prima che questo accada,  desiderano ottimizzare il rapporto  e il raggiungimento del piacere.

Qual’ è la tua risposta più ricorrente in questi casi?

Per il secondo tipo di richiesta, poiché francamente un po’ tardiva, cerco di mettere a disposizione la mia competenza per  cercare la vera ragione di un problema con cui dopo i quaranta si sarebbe dovuto già aver regolato i conti. Spesso il problema ha ben poco a vedere con il sesso tout court. Per  il primo tipo di problema  la mia risposta è invece: “Lascialo”. In realtà è più una provocazione che una risposta.  Il mio mestiere è  quello di risolvere i problemi e non di eliminarli in modo così drastico, e una risposta di questo genere ha il compito di portare la donna a ragionare sulle reali ragioni della sua stanchezza e su quelle per cui fa fatica comunque a lasciare un uomo di cui dice di essere stanca e per cui non prova più desiderio.

Qual’ è il  punto forte del sesso dopo i quaranta e quale il suo punto di massima fragilità?

Il punto di forza è senz’altro la consapevolezza della propria femminilità. Una donna  che ha superato i quarant’anni sa come essere seduttiva. Ha acquisito sicurezza  sul suo valore di donna. Certo, ci sono alcune rughe in più e il sovrappeso, che per tutte, chi più chi meno,  sono nemici votati a questa età. Qualcuna li combatte strenuamente, altri le accettano con rassegnazione, altre ancora li metabolizzano con intelligenza andando a far leva su altri punti  di forza. Ma per tutte il percorso dopo i quaranta gode comunque di una nuova e maggiore consapevolezza di sé.
Quanto al punto di maggior fragilità,  lo individuerei nelle quarantenni che hanno avuto un “risveglio tardivo”, quelle che per la prima volta, proprio grazie ad una maggiore maturità e consapevolezza di sé, scoprono la loro femminilità in maniera decisa. Un fatto che di per sé sarebbe solo positivo, se non si portasse dietro un certo velleitarismo, una voglia di voler recuperare il tempo perduto e di non sprecare quello che resta, che spesso  le porta a fare grandi  sciocchezze, prima tra tutte quella di avere relazioni con i ventenni  che le corteggiano. Un’arma a doppio taglio questa attenzione fatale del ventenne, perché di solito dura poco e per la quarantenne, che di solito tende ad innamorarsi o a lasciarsi coinvolgere, diventa letale.

Tutte le quarantenni subiscono questa attrazione fatale?

Tutte tutte no, ma è un fenomeno molto diffuso tra le over forty quello di subire il fascino dei corteggiamenti e dei corteggiatori più giovani,  attirati dalla loro femminilità più decisa. Un fenomeno che coinvolge sia le singles che le donne sposate. Per molte è la necessità di conferme  che le porta, pur all’interno di un menage matrimoniale “stabile”, ad accettarne il corteggiamento e le attenzioni  e a scegliere di vivere delle avventure. Un fenomeno che solitamente rientra quando le ultraquarantenni  esauriscono la parabola della fase di “ espansionismo” e iniziano a realizzare che stanno effettivamente invecchiando. A quel punto cercano di rimettersi in equilibrio e, per quelle che non se lo sono giocate per strada, ritorna ad essere prezioso il marito. Sembrerà cinico ma è così: l’80% delle donne e degli uomini tradiscono o hanno tradito. Inutile nasconderselo.

Mal comune mezzo gaudio allora?

Mal comune sì, mezzo gaudio no. Come sempre i problemi sono di chi li ha, e a lui/lei tocca scegliere di che morte morire.

Benissimo. Visto che siamo in ballo balliamo. E chiedo a Marco come chi ha fatto 30 potrebbe fare anche 31.

Qual è il deus ex machina che, per chi sceglie di giocarsi il tutto per tutto, potrebbe ribaltare le sorti di una vita sessuale arrivata alle soglie dei quaranta senza lode e senza infamia?

Sicuramente innamorarsi di nuovo. Scoprire un nuovo amore a questa età cambia tutto. L’importante è non scambiare lucciole per lanterne.

Un grande rischio per una quarantenne sposata. Un rischio che va ben al di là della ricerca di conferme e di nuove emozioni.  Ma ne vale la pena?

Sì.  A patto che ci si sia date i tempi per esserne certe. Ne vale la pena. Solo il tempo ti permette di avere conferma di quelle che sono le prime impressioni, spesso positive, ma legate ad una reazione e a valutazioni prettamente emotive. Se dura, ne vale la pena e può rappresentare una risposta a quella stanchezza e quella noia di cui soffrono certi matrimoni. Ostinarsi a portarli avanti quando si vive invece una situazione più soddisfacente non avrebbe senso.

Come è vissuta la quarantenne nell’immaginario maschile e cosa si aspetta da lei  chi la corteggia?

Si aspetta la pornostar che ha sempre sognato. E questo a tutte le età: sia il ventenne che il cinquantenne. Non è un caso che il genere porno più diffuso sia quello della Milf. La donna matura. E’ serena, spesso ancora molto bella, è tranquilla, non vuole accasarsi, e in compenso ha esperienza e consapevolezza della propria  femminilità. Ma questo non fa della quarantenne un obiettivo semplice. A quarant’anni è difficile riuscire a portare via la testa di una donna che è “sgamata”, maliziosa e sa prevedere il maschio.

Qual’ è l’errore che una forty non deve mai fare?

Mettersi in competizione con le ragazze più giovani. E’ una battaglia persa. A quarant’anni devi giocare con altre armi perché se punti tutto sull’estetica rischi di apparire grottesca.
Molte quarantenni pensano di apparire seducenti scendendo in campo con tacchi 12, scollature profonde, minigonne e abiti molto attillati e appariscenti. Una scelta sbagliata perché questo tipo di provocazione funziona se hai vent’anni, ma se ne hai quaranta crea un “effetto maitresse” che non paga.  A questa età,  per essere veramente seducente, una donna deve invece  imparare a dosare le armi della seduzione. Di tutta questa paccottiglia salverei solo il tacco alto. Mai scendere al di sotto dei sei centimetri, se non per inevitabili necessità lavorative. Per il resto l’eleganza non è mai appariscente e viaggia preferibilmente con capi semplici ma raffinati come una giacchina nera che è un vero passe partout,  o un abito bon ton molto lineare.
Questo è il momento in cui una donna deve aver ben chiaro che l’appeal non dipende dall’abbigliamento e da ciò che mette in mostra, ma dalla carica erotica che riesce ad esprimere per come è e come sa muoversi. Lasci che sia la ventenne a giocarsi carte come le gambe e il seno scoperti, e lei giochi con quella del mistero: l’arte di coprire per farsi scoprire.

www.marcorossi.it

www.luciagiuliapicchio.it

 

 

 

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